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Cosa scrivere su un biglietto da visita nel 2026

Le cinque informazioni che contano, quelle che si possono lasciare, e le particolarità svizzere: quattro lingue, forma giuridica, e un indirizzo che non scade.

Aggiornato il 8 settembre 2026

Cinque cose, non quindici

Un biglietto da visita si legge in tre secondi, spesso in piedi, spesso dopo una conversazione di cui si è già dimenticata metà. Ha un solo compito: permettere di ritrovarvi. Bastano cinque informazioni.

  1. Il vostro nome, come vi chiamano. Niente iniziali del secondo nome, niente titoli accademici, salvo che facciano parte del mestiere.
  2. Cosa fate, in una riga. «Coach professionale, Lugano» dice più di «Fondatrice e direttrice generale».
  3. Un numero di telefono. Uno solo, quello a cui rispondete.
  4. Un indirizzo e-mail. Uno solo, lo stesso della vostra firma.
  5. Un indirizzo web che raccoglie tutto il resto: il sito, i social, l'agenda, la foto. È l'unica riga che può cambiare senza ristampare.

Tutto ciò che si aggiunge a queste cinque righe si paga in leggibilità.

Cosa si può lasciare

Il numero di fax, ovviamente. L'indirizzo postale completo, se non ricevete clienti nei vostri locali: basta la città, il resto è sulla pagina web. I cinque nomi utente dei social: nessuno li ridigita, e un solo link alla vostra pagina li contiene tutti. Lo slogan. Il logo che occupa un terzo del biglietto. I titoli chilometrici, che dicono più dell'organigramma che di voi.

Una buona regola: se un'informazione può cambiare entro due anni, va sulla pagina web, non sulla carta.

Il caso svizzero

La lingua. Un biglietto in italiano a Zurigo, o in tedesco a Lugano, si legge, ma fa un leggero rumore. Due soluzioni: un biglietto per regione linguistica, oppure un biglietto sobrio (nome, ruolo, numero) la cui pagina web si mostra nella lingua di chi legge. È quello che fa una scheda Vizy: i suoi pulsanti seguono la lingua del telefono che la apre, e il vostro contenuto resta vostro.

La forma giuridica. Se esercitate in società, la ragione sociale con la sua forma (Sagl, SA, GmbH, AG) ha il suo posto, con discrezione. Fa parte dell'identità legale e rassicura. Come ditta individuale, il vostro nome è la ragione sociale.

NPA e cantone. «6900 Lugano» o «8001 Zürich» si leggono al volo. La sigla del cantone serve solo se la località è ambigua.

Il voi. Sul biglietto in sé non c'è nessuna frase, quindi nessuna domanda. Sulla pagina web che lo prolunga, restate al voi, salvo che il vostro mestiere dia del tu.

La foto

Sulla carta, raramente: manca lo spazio e la stampa delude. Sulla pagina web, sì, quasi sempre. Un volto è ciò che permette di ricordare un incontro, e una scheda con foto si ritrova più in fretta in rubrica. Scegliete una foto in cui vi si riconosce alla dimensione di un francobollo, su sfondo calmo, il viso al centro.

Carta e digitale insieme

La carta non è morta; ha cambiato ruolo. Un biglietto di carta sobrio, piacevole da tenere, con un codice QR sul retro che porta alla versione completa e aggiornata, fa meglio di ciascuno dei due da solo. La carta dà l'oggetto e il gesto; la pagina dà il contenuto e il pulsante «Aggiungi ai contatti».

E quando cambiate numero, cambiate la pagina. I biglietti già distribuiti portano alla nuova versione, senza che nessuno se ne accorga.

Una regola per finire

Tutto ciò che può cambiare va sulla pagina. Tutto ciò che non cambia può andare sulla carta. Il vostro nome non cambia; il vostro ruolo, il vostro numero e la vostra agenda sì.